Archivi del mese: marzo 2016

Arte e luoghi: una lettura

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Una bella lettura del mio libro a cura della redazione di Arte e luoghi che ringrazio.   IM

http://arteeluoghi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2528:lo-specchio-di-leonardo&catid=67:libri&Itemid=61

Lo specchio di Leonardo

 

In libreria il nuovo romanzo di Ivano

Mugnaini ispirato alla vita di Leonardo da Vinci

Un titolo fortemente suggestivo. “Lo specchio di Leonardo” è il nuovo romanzo di Ivano Mugnaini, tra i più eclettici scrittori del panorama letterario italiano, uscito recentemente e in libreria e nei principali canali di distribuzione online.

Pubblicato dalla Eiffel edizioni, «lo spunto iniziale del romanzo – racconta lo stesso autore – è nato da un film-documentario, uno dei tanti dedicati a Leonardo da Vinci, alle sue scoperte, al suo inesauribile talento. Veniva mostrato Leonardo alle prese con gli specchi da lui studiati a lungo per scopi scientifici e militari. Mi sono interrogato, in quell’istante, sul rapporto del genio con la sua immagine.»

Come un fiume in piena, sono scaturiti da quelle immagini una serie di interrogativi che finivano tutti con l’indagare la personalità eclettica di Leonardo, il genio e il suo lato oscuro.

Uno su tutti. Ma cosa scatta nella mente di un genio come Leonardo quando per circostanze assolutamente fortuite si imbatte nel proprio doppio, ossia in quello che sembra essere una copia esatta di se stesso?

Questa la genesi del romanzo di Ivano Mugnaini che in punta di inchiostro prova ad entrare nei meandri del pensiero di Leonardo e della sua anima tormentata provando ad intuirne desideri e comportamenti narrando, nelle novanta pagine del romanzo, il percorso di evoluzione e trasformazione, di complicità e rivalità che si innesta tra due persone in apparenza uguali ma agli antipodi per personalità e carattere.

Lo specchio di Leonardo è un romanzo sui generis, una biografia romanzata che attinge dalla storia con avvenimenti concreti e circostanziati per mettere in scena un sottile e complesso gioco dei ruoli che svelerà un finale sorprendente.

Copia di Ivano Mugnaini - foto

 

«Lo specchio di Leonardo non è un romanzo storico né aspira ad essere un thriller sensazionalistico – scrive nella prefazione Giuseppe Panella, docente di Estetica alla Scuola Normale di Pisa. È uno scavo in profondità nella mente di Leonardo supportato da una notevole ricostruzione del suo percorso biografico che non pretende, tuttavia, di rivelare verità storiche nuove o sorprendenti quanto di puntualizzare e di ricostruire ciò che è noto della dimensione umana del personaggio, tentando di farlo interagire con le proprie contraddizioni».

Nato a Viareggio, Ivano Mugnaini è autore di romanzi, racconti, recensioni e note critiche. Collabora con editori e riviste, tra cui anche “Arte e Luoghi” con la sua rubrica “Luoghi d’Autore” e ha curato la rubrica “ Panorami congeniali” sul sito Bompiani RCS. Tra le sue pubblicazioni la raccolta di racconti L’algebra della vita e il romanzo Limbo minore. Il suo racconto Desaparecidos è stato pubblicato da Marsilio mentre il romanzo breve Un’alba è stato pubblicato da Marcos Y Marcos. Scrive testi teatrali e cura il blog letterario “Dedalus”  e il suo sito .

red. Arte e Luoghi


 

Lo specchio di Leonardo di Ivano Mugnaini –     Edizioni Eiffel 2016

Disponibile in libreria ( in versione italiana) e in eBook ( in versione inglese)

oppure on line su AMAZON 

Per maggiori informazioni visita il sito www.ivanomugnaini.it e www.edizionieiffel.com .

Su Karenina.it, intervista su Lo specchio di Leonardo

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foto libro 1

 

http://kareninait.blogspot.it/2016/03/intervista-ivano-mugnaini-autore-del.html 

Copia di Ivano Mugnaini - foto

Intervista a Ivano Mugnaini, autore del romanzo “Lo specchio di Leonardo
Lo specchio di Leonardo, il tuo ultimo romanzo, si avventura nella vita di uno dei più noti protagonisti dell’arte dei tutti i tempi. Perché la scelta di un personaggio così ingombrante, già oggetto di tanta letteratura?
È vero, Leonardo da Vinci è un personaggio imponente, poliedrico, prepotentemente presente quasi in ogni ambito scientifico ed artistico, oltre che nell’immaginario collettivo. Finisce per sbalordire e spaventare. La sua grandezza ci chiama, volenti o nolenti, ad una sfida, una specie di braccio di ferro, a distanza certo, ma non meno accanito. Si cerca alla fine, istintivamente, di trovare una falla, un punto debole nella sua colossale struttura di uomo e pensatore. Si tende a dargli (e in fondo anche a darci) una dimensione pensabile, una fragilità, qualcosa che lo renda umano. E, di conseguenza, dotato di una grandezza ancora maggiore, visti gli straordinari risultati che ha raggiunto.
In effetti il personaggio di Leonardo è stato oggetto dell’attenzione di molti scrittori e saggisti in diverse epoche. Alcuni di loro sono elencati nella prefazione al mio libro scritta da Giuseppe Panella, in cui si sofferma in particolare su Paul Valéry e la sua Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci, utilizzata come punto di partenza per un’ampia carrellata storica, filosofica e letteraria, basata su un’analisi freudiana di alcuni lavori, scritti e simboli della vita e dell’opera leonardesca.
Ho sentito anch’io l’impulso di scrivere di Leonardo, non certo per proporre verità nuove, ma per indagare, grazie ad un espediente narrativo, su quello che è il suo lato più nascosto e misterioso: quello di uomo, persona soggetta a desideri e manie, pulsioni e frustrazioni. Mi sono soffermato, facendo ricorso ad un’invenzione di pura fantasia, sul Leonardo in carne e ossa più che sul genio assoluto, inarrivabile e quasi impalpabile.
L’idea di partenza è quella che scatta nella mente di Leonardo nel momento esatto in cui vede il suo sosia: “Grazie a quell’uomo mi si sarebbero aperte le porte dell’amore e del sesso vero, sincero, assoluto, e si sarebbero serrate quelle della mia cattiveria, il senso di piacere che mi coglie mentre lacero con le lame e con le dita corpi ancora caldi e vivi di rospi e lucertole, con un’identica voglia di farlo anche con i cristiani. Intanto, come per miracolo, mentre pensavo tutto questo concepivo finalmente una bontà, o forse, per beffa ulteriore, la cattiveria più grande della mia vita: dare ad uno sconosciuto del tutto inadeguato, forse felice nella sua landa selvaggia, la possibilità di tramutarsi in Leonardo da Vinci, artista, uomo di scienza e di mondo, considerato un genio.”
Ma tra il progetto e la sua realizzazione c’è la realtà e l’universo mentale del protagonista. Il Leonardo di cui ho scritto è un essere complesso e umanamente tormentato che si descrive in questi termini: «Non avevano capito niente di me, anche per colpa mia. Non comprendevano che io dissezionavo uomini e animali morti, e ideavo macchine di legno e di ferro, ma non avevo mai compreso nulla in fondo delle menti, dei cervelli, delle anime, come le chiama la gente di chiesa. Osservavo da sempre ciò che è statico, regolato da leggi fisiche, sicure, neutre, impersonali. Mi vedevano, gli altri, come un semidio, eccelso, capace di prodigi, quasi onnipotente, senza sapere quanto mi fossero oscuri e alieni i gesti profondi, i moti interiori, le voglie e le necessità degli uomini che vivevano attorno e dentro di me. Non comprendevo loro in me e me in loro, perché non c’è regola né schema in questo campo, e ho fallito quando ho provato a indagarli, sempre, immancabilmente. Così come ho fallito quando ho guardato al sacro, al cielo».

 

Più biografia o autobiografia? Quanto hai messo di te stesso nel tuo personaggio di Leonardo e nel suo doppio?
Un mio professore del liceo mi ricordava che tutto, perfino i diari più segreti, sono scritti con l’intento di essere scoperti e letti da qualcuno. Altrimenti non ci si affiderebbe alla parola scritta. Lo stesso professore mi diceva anche che chiunque, scrivendo qualsiasi cosa, in fondo, che lo voglia o meno, finisce per parlare di sé. Credo che nelle parole di quel vecchio insegnante ci sia del vero: pur nelle enormi ed evidenti distanze, cronologiche, sociali, individuali e via dicendo, ho cercato di individuare un minimo comune denominatore tra le mie debolezze e aspirazioni e quelle del personaggio su cui è incentrato il libro. Ho cercato di compenetrare le ambivalenze e i compromessi che perfino un genio assoluto come Leonardo era costretto a subire per vivere: da un lato le angherie e i capricci del potere e sul fronte opposto il suo desiderio di autenticità e di libera espressione, sia delle pulsioni erotiche sia del pensiero.

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L’immagine riflessa nello specchio è per te metafora o pretesto per sviluppare un discorso sul doppio?
Direi che è entrambe le cose. Quello del “doppio”, del sosia, è uno dei topos più presenti nella letteratura di ogni tempo. Nel caso specifico del mio libro si tratta sia di una metafora della complessità della mente umana, sia di un meccanismo narrativo per fare emergere un alter ego dotato di una vita propria con cui Leonardo si deve confrontare, lottando prima per riconoscerlo come affine, poi per liberarsi dalla sua annichilente e straniante influenza. Ma ciò che conta è la consapevolezza che il protagonista assume: le due fasi, la fascinazione e il rigetto dell’altro lato del sé, non sono separate e distinte. Si intersecano e si sovrappongono in un meandro di sensazioni e desideri che costituiscono la miseria e la grandezza di ogni essere che lotta per la comprensione di ciò che va oltre la superficie. L’immagine riflessa del mio libro è un doppio che in un primo momento Leonardo vorrebbe solamente usare, un trucco, un espediente per fuggire da una società falsa e opprimente. All’inizio è una specie di fantoccio uguale a lui per l’aspetto fisico ma diversissimo come mentalità e modo di vedere il mondo. Gradualmente, mano e mano che gli accadimenti si dipanano, si arriva ad un ribaltamento di prospettiva: l’alter ego prende il sopravvento, lasciando aperta la domanda di fondo, ossia se esso rappresenti la parte meno nobile di Leonardo, quella becera e terrena, o se invece sia l’incarnazione dell’autenticità, della schiettezza, di un vitalismo vorace ma genuino.

Promo Leonardo con frase A

Qual è il rapporto con l’arte e la scienza che emerge dal tuo personaggio?
Anche in questo ambito la risposta è basata sulla duplicità, su una coesistenza e su un netto contrasto. Leonardo era sia un creatore di bellezza che di morte. Era un artista, pittore raffinato di soggetti sacri e profani, ma anche un ingegnere ideatore di congegni che venivano utilizzati nelle guerre, strutture architettoniche a difesa delle città e marchingegni utilizzati per attaccare ed uccidere i nemici. E non è un caso che uno degli snodi fondamentali del romanzo abbia luogo proprio nel momento in cui il protagonista si rende conto che perfino la sua arte pittorica, il suo sogno di bellezza, si allinea all’esaltazione di un massacro. Si accorge che l’affresco della battaglia di Anghiari, a lui commissionato dal partito al potere, altro che non è che la celebrazione di una carneficina. Da quel momento Leonardo si rifiuta di portare a termine il lavoro pittorico, mentre il suo alter ego lo esorta a proseguire. È la prima scintilla della scissione. E di questo moto dell’animo di Leonardo: “La mia vendetta, lo scherzo al destino, al potere becero sempre diverso e sempre uguale a se stesso, sarebbe stata, nel progetto e nel sogno, una beffa estrema: una burla serissima e feroce che forse qualcuno nei secoli avrebbe saputo cogliere e gustare. Avrebbe riso, ad anni di distanza, nel trionfo muto e immenso dell’intelligenza che non si arrende: sarebbe stata quella l’arma micidiale commissionata dai potenti del mondo. Un’arma di creazione, non di distruzione, rivolta contro di loro, non a loro favore.” Un’aspirazione soggetta, anch’essa, all’ironia della realtà.

immagine - la vita è sogno

 

E quale invece quello con l’amore?
Hai oggettivamente individuato i due punti cardine. L’amore è cura, passione, ricerca di una rinascita: “Come un naufrago mi aggrappai a lei, e fu gioia la sconfitta, l’abbandono ad un’acqua più sapida e possente che ti chiama a sé e ti sommerge, in un nuovo battesimo, carezza liquida che uccide e rigenera.”
Ma la sconfitta definitiva di Leonardo, la sua Caporetto interiore, per così dire, ha luogo proprio nell’istante in cui la sua donna, l’immagine femminile da lui idealizzata ma del tutto reale nella sua mente, la Gioconda, cede al suo alter ego, si concede anche carnalmente alla parte più sporca e prosaica del proprio essere. Dopo essersi negata a lui per anni, si lascia possedere e fecondare dal suo doppio. In quel frangente Leonardo ha perso tutti i suoi riferimenti esistenziali: la sua arte e la sua scienza sono asserviti al potere e alla volontà di distruzione, il suo amore più puro e apparentemente angelicato è perduto, prostituito e alla mercé dei più bassi istinti. Non può che prendere atto della rotta assoluta della sua esistenza. Ma, paradossalmente, nel momento in cui accetta il trionfo dell’altro da sé e si rifugia nella fuga dal mondo, si ritrova. O, almeno, orienta la sua vita verso direzioni e mete finalmente libere, non più schiave della logica, della gloria, della fama. Nel momento in cui si sente del tutto perduto, Leonardo ritrova se stesso e la volontà di inseguire nuovi progetti, nuove domande, senza più la pretesa di trovare risposte assolute. Ciò apre la strada ad un finale a sorpresa del romanzo. Un ribaltamento di fronte e di prospettiva che coinvolge il protagonista e il suo alter ego, i loro destini e le loro biografie, reali e immaginarie.

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Secondo te in quale direzione va la narrativa oggi?
Moltissime sono le strade, i percorsi, i fiumi e i torrenti carsici. Ci sono libri di assoluto valore ma c’è anche una quantità di prodotti editoriali, nel senso stretto del termine, ossia di libri costruiti e confezionati su misura, come una merce di qualsiasi altro genere, per attrarre lettori e favorire le vendite. Ciò è del tutto legittimo, niente da obiettare. Ma temo che l’appiattimento e l’omologazione dei gusti possano avere un effetto boomerang. È un fenomeno che si può mettere in parallelo, ad esempio, con ciò che accade nel mondo della cinematografia e della televisione e in vari altri ambiti artistici. A fianco di alcuni lavori ideati e portati a termine con originalità c’è una marea di materiale “di plastica”, facile da realizzare e da commercializzare ma di scarso valore intrinseco. Trovo che alla lunga possa rivelarsi autolesionistico condurre volutamente il pubblico verso crinali friabili e inconsistenti. L’illusione di aumentare per qualche euro in più l’audience dei lettori, così come quella degli spettatori, porta e porterà sempre di più ad un’attenzione di breve durata e progressivamente ad un rifiuto, un rigetto.
Sarebbe auspicabile, come già accade in alcuni paesi, anche europei, che anche in Italia si realizzassero concorsi letterari ed artistici veri e seri, con l’intento di fornire ai talenti, che ci sono, la possibilità di esprimersi, di ricercare, di realizzare con i giusti mezzi le loro idee e i loro progetti. Ciò avrebbe un positivo effetto a catena anche sul pubblico. Perché, alla fine, la qualità paga, anche nei termini finanziari tanto cari alle industrie e alle società. I lettori non sono stolti come qualcuno vorrebbe fare intendere. Sanno distinguere e discernere. E se un lavoro artistico stimola la loro mente e li coinvolge viene premiato, anche e soprattutto se contiene elementi di riflessione e simbolici, mai pedanti, questo è sottinteso, ma del tutto stimolanti. La “complicazione” non è da demonizzare, tutt’altro: è sempre gratificante.

 

 

LETTURE ALLO SPECCHIO (1)

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Letture allo specchio 1

Questa sezione del mio sito ho deciso di chiamarla LETTURE ALLO SPECCHIO, anche se sarebbe più giusto dire LETTURE DELLO SPECCHIO, ossia de Lo specchio di Leonardo, il mio romanzo uscito da qualche settimana.

Pubblicherò di volta in volta le impressioni sul libro scritte da critici, da scrittori, da poeti, ma anche da lettori che hanno voluto condividere con me le loro emozioni, i loro dubbi, le domande, le risposte e il loro punto di vista.

Comincio con Annamaria Ferramosca, http://www.annamariaferramosca.it/ . Una poetessa che ha scritto numerosi libri di poesia di rilievo e che a volte “sconfina” nell’ambito della critica commentando alcuni testi e alcuni libri. Sono molto lieto che il mio romanzo sia stato oggetto di “sconfinamento” da parte di Annamaria.

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Letture allo specchio 3Letture allo specchio 2

LETTURE ALLO SPECCHIO

ANNAMARIA FERRAMOSCA

Sento che, quando accade di leggere qualcosa di originale e per giunta scritto in modo da lasciarti incollata alle pagine fino alla fine, sfidando le ore piccole, il sonno e la stanchezza, beh, è proprio questo il momento di diffondere il titolo del libro. Un romanzo breve, Assolutamente- Da- Leggere, che fantastica sul genio e sull’ interiorità di Leonardo avanzando un’ipotesi affascinante sugli enigmi delle sue opere.
Sto parlando de LO SPECCHIO DI LEONARDO di Ivano Mugnaini– Edizioni Eiffel 2016.
Ma ecco cosa mi sono sentita di scrivere, a caldo, appena dopo aver finito di leggere questo incredibile romanzo:
Trovo che Mugnaini abbia raggiunto in questo romanzo l’acme della sua arte, quella capacità di analisi del profondo che lo distingue da ogni altro narratore contemporaneo che io conosca. E la modalità narrativa, con il suo andamento serrato e insieme così scorrevole, con il sapiente ricorso ad una sorta di preavviso di ciò che sta per succedere, credo sia efficacissima nel tenere avvinto – quasi in ipnosi- il lettore alla pagina.
Qui un Leonardo inedito, come ben analizza Panella nella prefazione, si autodescrive nel sottile rovello della sua ricerca spirituale, lungo i meandri dei suoi conflitti interiori, dei compromessi, nel dissidio tra le insopprimibili umane pulsioni e l’inseguimento della propria salvezza-verità. E il tema del doppio è la soluzione geniale per far emergere i nascondigli della parte più profonda e autentica dell’artista (e di tutti noi), quella liberissima e folle, anche perversa, e insieme mettere a fuoco il percorso di sofferenza psicologica necessario per raggiungere, se c’è, una salvezza che forse coinciderà solo con la morte, grande rivelatrice.
Notevole poi è l’intreccio delle varie opere leonardesche con le motivazioni del loro farsi e della loro incompletezza, del loro abbandono. Il culmine della narrazione è poi nella inaspettata soluzione dell’enigma della più nota opera, la Gioconda – si legga il libro per scoprirlo! – e pure nell’aprire ad una visione lucida delle atrocità umane, in cui vedo un aggancio stringente all’attualità: la battaglia di Anghiari come una Guernica che continua oggi nelle stragi dell’insensatezza terroristica.
Sono molto felice di aver letto questo romanzo, e spero che partecipi a Premi di rilievo.
Annamaria Ferramosca

Lo specchio di Leonardo di Ivano Mugnaini – Disponibile in libreria ( in versione italiana) e in eBook ( in versione inglese),oppure on line su AMAZON o su IBS. Per maggiori informazioni visita il sito www.ivanomugnaini.it  e www.edizionieiffel.com .

LucaniArt Magazine su Lo specchio di Leonardo

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Lo specchio di Leonardo Ivano Mugnaini

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Un romanzo breve, solido e ben costruito, una scrittura limpida e affascinante sui temi dell’adattamento e la ricerca dei valori assoluti

Si terrà proprio in questi giorni a Matera una mostra su Le macchine di Leonardo” che annoto nell’agenda, per una visita prima della chiusura. Trovo sempre affascinante, seppure a volte strumentalizzata e abusata (come quella di Pasolini), quella del genio fiorentino, di cui leggo ancora in un trafiletto dell’Espresso del 3 marzo di un doppio omaggio di Valentina Fortichiari con un’autobiografia e un romanzo al pittore rinascimentale. Una cascata di iniziative, discussioni, libri. Recentemente anche una mostra a Londra. Ho scritto questo trafiletto per aggiungere e segnalare ai lettori di LucaniArt un altro bellissimo libro su Leonardo, uscito recentemente per le edizioni Eiffel e che ho appena terminato di leggere. Si tratta di un romanzo breve dello scrittore toscano Ivano Mugnaini dal titolo Lo specchio di Leonardo”, di cui avevo già apprezzato la vena poetica e letto svariati racconti e articoli di critica e riflessione, pubblicati direttamente sul suo blog personale all’indirizzo http://www.ivanomugnaini.it/ .
“Lo specchio di Leonardo” è uno di quei libri che si leggono d’un d’un fiato, ti prendono e ti restano dentro. La trama è avvincente e originale, ed esplora il mondo interiore del pittore nelle sue mille sfaccettature, con i suoi conflitti e il suo bisogno di libertà e fughe. Un bisogno primordiale di certezze e di risposte, che porterà il genio fiorentino allo scambio di se stesso con un sosia, in un gioco di specchi e di maschere intrigante e tormentato, in cui si frammischiano sentimenti torbidi e aspirazioni al bene, passioni e confessioni, insoddisfazioni e solitudine. Sia la narrazione in prima persona, sia la tematica forte e prevalente dell’inconscio, lo rendono di impatto diretto ed immediato, un aspetto che consente sicuramente riconoscimento ed identificazione nel lettore. Il linguaggio di matrice kafkiana è solido e sicuro, in equilibro perfetto tra verità ed invenzione, una sonda sempre vigile e coerente sull’opacità del reale e sui sotterranei imprevedibili dell’animo umano. Da leggere.

Maria Pina Ciancio

http://www.edizionieiffel.com/